
“Le opere della coscienza”: Equilibrio – Cambiamento – Evoluzione – Benessere
Esiste nell’essere umano una tendenza innata a mantenere uno stato di equilibrio (omeostasi), una coerenza interna e una costanza nel tempo. Questa tendenza ha lo scopo di rendere intelligibile e prevedibile il mondo, gli altri essere umani e dunque noi stessi. Ecco una delle principali opere della coscienza.
Tuttavia, la natura è intrinsecamente variabile: “l’unica cosa costante è il cambiamento”.
Di fronte al cambiamento, il nostro equilibrio vacilla, causando disorientamento, paura e rabbia. Solitamente il cambiamento inaspettato viene vissuto come un ostacolo da abbattere, come una limitazione, una trappola. Ma cosa succede ad un animale che prova a liberarsi dalla rete che lo ha intrappolato? Esso, dimenandosi, non farà altro che peggiorare la situazione. È questo che anche noi esseri umani facciamo continuamente, ci dimeniamo cercando di scappare dall’inevitabile cambiamento. Spesso le persone sopportano condizioni di vita piene di sofferenza e di dolore pur di non andare in contro al cambiamento poiché troppo spaventate da esso.
Riuscire ad accettare l’idea che tutto è destinato a cambiare, porta alla caduta di una grande illusione tipica dell’essere umano, quella di poter oggettivamente controllare e prevedere il mondo, se stessi e le altre persone. Tale disillusione tendenzialmente e auspicabilmente conduce ad uno stato di “attiva inoperosità”, si cessa di provare a tutti i costi a governare gli eventi e ci si rassegna all’imprevedibilità. Questa inoperosità produce uno stato di rilassatezza e quiete interiore poiché si è smesso di lottare contro qualcosa più forte di noi. La nostra coscienza è appena andata in contro ad un’ evoluzione. Essa, osserva ora gli eventi del mondo in una maniera più distaccata, meno coinvolta e, quando si osservano gli eventi, i pensieri, le emozioni, alla dovuta distanza, essi ci appaiono come oggetti, se ne apprezza l’intrinseca casualità e la loro connessione con tantissimi, forse infiniti, altri eventi interconnessi tra loro (ancora una volta) casualmente.
Si smette di provare quell’assillante bisogno di trovare un senso, un colpevole, un responsabile, una causa alla nostra sofferenza e si inizia ad accettare e ad apprezzare la vita così com’è, imprevedibile, incontrollabile, estremamente complessa e straordinariamente bella. La nostra coscienza è ora in grado di produrre benessere avendo raggiunto un nuovo stato di equilibrio, un equilibrio che questa volta contempla l’instabilità e proprio su di essa si poggia.
Le Opere della Coscienza (2001, Raffaello Cortina Editore) è un libro di Giovanni Liotti dove l’autore introduce la Psicopatologia e la Psicoterapia nella prospettiva Cognitivo-Evoluzionista. Non sono riuscito a resistere alla tentazione di prendere in prestito il titolo del suo libro poiché esso evoca un’immagine di sorprendente e spettacolare complessità della natura della mente umana difficilmente descrivibile con parole diverse da quelle usate da Liotti. Purtroppo non ho avuto l’opportunità di conoscere questo grande Maestro, ma il suo sapere e il suo amore per ciò che studiava mi arrivano vividamente attraverso chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e gli scritti che ci ha lasciato in eredità.
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